Canzone:

“Caro amico ti scrivo” (Lucio Dalla)

In un mondo in cui siamo sempre di corsa e la comunicazione è sempre più veloce (chat, e-mail, post) non sempre dedichiamo il tempo necessario per scrivere in modo corretto o esprimere quello che vorremmo davvero condividere. Ci aspettiamo spesso risposte in tempi brevi e questo può creare ansia sia in chi invia la comunicazione sia in chi le riceve, che sente “il carico” di dare un riscontro quanto prima al proprio interlocutore. La comunicazione è qualcosa di “vivo”, in grado di suscitare emozioni ma per farlo necessita del giusto tempo. E allora perché non provare a riscoprire il fascino di un messaggio o di una lettera scritta a mano? Se nell’attuale mondo del lavoro e nella vita quotidiana tutto questo appare impossibile perché non prendersi un momento, in occasione di questa serata e dei giorni a venire per pensare a chi vorremo scrivere e per dire cosa?

Un collega con cui condividiamo la vita in RSA? Un familiare a cui vogliamo spiegare qualcosa ma non sappiamo come farlo? Un anziano a cui ci siamo particolarmente legati? Anche in questo caso si va al di là dei ruoli per dedicare del tempo a persone a cui scegliamo di donare le nostre parole, aprendo il nostro cuore. 

Se questa è un’esperienza da “portarsi a casa” possiamo riprendere confidenza con carta e penna lasciando un breve messaggio ad una persona incontrata al Meeting delle Professioni di Cura, magari qualcuno che abbiamo già incrociato ad altre iniziative o sentito online ma con cui non abbiamo avuto occasione di relazionarci direttamente. Chi lo desidera può lasciare un messaggio, un segno tangibile con chi ha sentito una particolare connessione e affinità di pensiero.